Descrizione 1
Giovanni Finocchiaro, Daria Gorozhankina, Silvia Iaccarino, Francesca Palomba
Con l’intento di misurare la dipendenza dai mercati turistici internazionali distanti, è possibile stimare mediante questo indicatore l’impronta ambientale dovuta ai trasporti. Ci sono molti paesi dipendenti dal turismo nel mondo e l’Italia non fa eccezione. A causa della sua posizione periferica in Europa e delle distanze percorse da molti viaggiatori internazionali per raggiungerla, l'aviazione svolge un ruolo significativo nell'economia nazionale e contribuisce all’impatto sull’ambiente. Inoltre, l'aumento degli arrivi turistici comporta una crescita delle infrastrutture (ad esempio alloggi, aeroporti e strade) con conseguente apporto alle emissioni di CO2.
Nel periodo 2015-2019 si rileva una continua crescita nel settore turistico, la proporzione fra i turisti nazionali e i turisti provenienti dai paesi lontani è costante; questo andamento si è interrotto con la pandemia Covid-19 nel 2020. Nel 2022 si rilevano segnali di assestamento, con una distribuzione territoriale dei turisti provenienti da origini lontane con valori in linea con il periodo precedente.
L’indicatore fa parte della dimensione ambientale della dashboard del turismo dell’Unione Europea e misura la dipendenza del turismo italiano da mercati internazionali lontani. I paesi di origine sono considerati distanti se si trovano a una distanza di 2.000 km o più dalla destinazione. Un alto valore dell'indicatore implica un'impronta ambientale potenzialmente più elevata a causa dei viaggi a lunga distanza.
A tal fine si considera il numero delle notti trascorse in strutture ricettive (presenze) dei turisti provenienti da paesi lontani, in quanto il loro viaggio genera degli impatti, sia in termini di infrastrutture sia di emissioni.
Mostrare il potenziale impatto ambientale dovuto al turismo da mercati internazionali lontani.
L’indicatore non risponde a specifici riferimenti normativi.
Descrizione 2
https://tourism-dashboard.ec.europa.eu
Qualificazione dati
http://dati.istat.it/ "Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi - dati annuali"- Paese di origine.
Nazionale, Regionale
2015-2022
Qualificazione indicatore
L'indicatore è calcolato come il numero delle notti trascorse nelle strutture ricettive (presenze) da parte di turisti stranieri provenienti da origini lontane. I paesi sono considerati distanti se il 50% o più del loro territorio si trova a una distanza di 2.000 km o più dalla destinazione (dal centro del territorio italiano). Sono calcolate anche le presenze dei turisti provenienti dalle distanze vicine (<2.000km) e quelli nazionali.
Dopo il drastico calo dell’attività turistica, dovuta soprattutto alle restrizioni negli spostamenti, nel 2022 le presenze dei turisti nazionali e stranieri riprendono il ritmo pre-pandemico, rispettivamente, quasi 211 milioni e 201 milioni (Tabella 1, Figura1). Le presenze dei turisti provenienti da origini lontane (>2.000 km) raggiungono il 9,8% (Tabella 1, Figura 2).
Nel 2022, quindi, per l’Italia si rileva una bassa dipendenza dalle origini della distanza.
La percentuale delle presenze dei turisti provenienti da origini lontane nel periodo 2015-2019 registra lievi scostamenti annuali (dal 12,4% al 13,7%). Il valore crolla nel “pandemico” 2020 e torna a stabilizzarsi nel 2022 (Tabella 1, Figura 2).
Dati
Tabella 1: Presenze suddivise in base alle distanze dal paese di origine
Elaborazione ISPRA su dati ISTAT
La distanza va calcolata dal centro del territorio italiano al centro del paese di origine. Ci sono tre categorie: Italia, paesi distanti dall'Italia meno di 2.000 km e paesi distanti dall'Italia più del 2.000 km
Le regioni con le percentuali più alte di turisti provenienti da paesi lontani e che quindi determinano un maggior impatto dovuto al viaggio, sono nel periodo 2015-2022 quasi sempre Lazio, Campania, Lombardia e Toscana. Nel 2022, il 28,8% dei pernottamenti nella regione Lazio è dovuto ai turisti “lontani”, prima della pandemia era circa il 35%. Situazione analoga per Campania e Lombardia che, a fronte del 19,3% e 19,4% rispettivamente nel 2019, nel 2022 scendono al 18% e 14,3%. La Toscana, con il 20,4% nel 2019, raggiunge il 14% nel 2022 (Figura 3).
Le regioni meno visitate dai turisti provenienti da paesi lontani sono Marche, Abruzzo e Calabria.
Nella Figura 4 è possibile visualizzare come differisca l’intensità turistica al livello regionale fra 2015 e 2022.
I dati presentati a livello regionale mostrano la popolarità di queste destinazioni turistiche a livello internazionale, con conseguente maggiore impronta ambientale.
Per ridurre in modo significativo le emissioni di gas serra legate ai viaggi, il turismo non può fare affidamento solo su soluzioni tecnologiche, ma deve anche favorire un passaggio dal trasporto aereo e privato su strada a quello ferroviario e al trasporto pubblico. Ciò richiede misure che offrano incentivi (collegamenti ferroviari e autobus veloci e diretti, trasporto locale rispettoso del clima, servizi di trasporto bagagli, interessanti pacchetti all-inclusive, ecc.), ma è necessario anche intervenire sul turismo domestico o sui mercati interni più vicini promuovendo soggiorni più lunghi e campagne di sensibilizzazione per gli stakeholder locali e i turisti.